LA RIBOLLITA - Curiosità e origine del nome
La ribollita è una zuppa tradizionale fiorentina a base di cavolo nero, pane toscano raffermo, fagioli cannellini ed olio "quello bono" extravergine di oliva: tutti elementi fondamentali della cucina della città gigliata.
È un piatto talmente riuscito e conosciuto, che in esso si identifica non solo Firenze, ma tutta la Toscana.
Il nome e gli ingredienti utilizzati fanno capire che ci troviamo di fronte ad un piatto di recupero, come lo sono molti piatti della cucina povera della campagna toscana, dove "non si buttava via niente".
La saggezza popolare del recupero degli avanzi, che dovrebbe essere reimparata, ci ha lasciato molti piatti della tradizione, frutto della creatività e della passione delle forti donne toscane, che davano poco retta ai mariti, ma tanto all'estro e all'intuito in cucina.
Il minestrone di verdure avanzato veniva "ribollito" nei giorni successivi ed irrobustito con l'aggiunta di pane, fagioli (ha ragion d'essere la cantilena popolare "fiorentin mangia fagioli, lecca piatti e ramaioli"), cipolla e cavolo nero.
Un passaggio al fuoco o al forno per "ribollirlo" piano-piano, ma abbastanza a lungo da far formare una lievissima crosticina; una carezza d'olio appena franto; una spolverata di pepe ed eccoci: una bontà.
Il massimo è mangiarla insieme ad un cipollotto fresco: un morso al cipollotto ed una cucchiaiata di ribollita. Si sogna.
Obbligate i vostri commensali a fare lo stesso: non vi sentirete isolati nel dopo cena e li farete felici.
Se vi sembra poco elegante addentare una cipolla, tagliatela a strisce o a rondelle finissime da spargere sulla zuppa.
N.B. Il cavolo utilizzato per la preparazione è quello nero riccio di Toscana (detto anche "braschetta") prodotto da ottobre a marzo, soprattutto nelle provincie di Firenze ed Arezzo. Chi utilizza il cavolo verza va preso a pannocchiate nella testa!
LA RIBOLLITA - Ricetta
Questa è una delle tante versioni della zuppa. Il motivo di questa varietà sta nel fatto che è una preparazione popolare: così ognuno la fa alla sua maniera.
Anche le quantità e la varietà degli ingredienti sono approssimative ed a discrezione (e gusto) di chi prepara il piatto.

Gli
ingredienti
- pane toscano raffermo
(tipo casalingo, cotto a legna)
- fagioli cannellini lessati
- cavolo nero riccio di Toscana
- bietola
- patate
- carote
- sedano
- zucchine
- porro
- cipolla
- poca passata di pomodoro
- olio extravergine di oliva
- pepolino
- pepe nero
- sale
- brodo vegetale
La preparazione
Prima di tutto occorre passare metà dei cannellini lessati al passaverdure, diluendo la purea con la loro acqua di cottura.
Preparare poi un soffritto con cipolla e porro in abbondante olio (utilizzare una pentola capiente a bordi alti) e, quando le verdure si saranno imbiondite, coprirle con poca passata di pomodoro; lasciare insaporire per qualche minuto e aggiungere quindi cavolo nero, patate, sedano, carote, zucchine, il tutto tagliato grossolanamente e lasciare stufare dolcemente, con un po' di brodo.
Coprire e far sobbollire per almeno un'ora.
Versare i fagioli cotti, sia quelli interi che quelli passati: questo facilita l'addensarsi della zuppa.
Prima del termine aggiungere il pepolino, il pepe nero, il sale e due o tre cucchiai di passata di pomodoro. Portare a fine cottura.
Per completare il piatto, disporre delle fette di pane in una zuppiera alternandole con mestoli di zuppa, fino ad assorbire bene tutto il pane.
Far riposare per un giorno intero.
Per poterla gustare, togliere dal tegame la quantità desiderata e metterla nuovamente a riscaldare, o meglio a 'ribollire', come abbiamo visto sopra.
Accarezzarla con un filo d'olio e pepe, mettere nella mano destra il cucchiaio, nella sinistra un cipollotto e via.
Buon appetito! |